... "l'usuale destino della vita dentale, se mai nulla cambia" ...

In qualsiasi momento della vita, ad iniziare dall'infanzia, la carie, la gengivite e la perdita dell'osso che sostiene i denti possono colpire l'individuo ed avanzare fino a compromettere seriamente la salute orale e quella dell'organismo intero. La cronica persistenza di tali affezioni batteriche, quasi sempre senza sintomi sino agli stadi avanzati è causa di otturazioni, devitalizzazioni, granulomi, infezioni, cisti, capsule, ponti, perdita dei denti, ecc., altresì, imputabile di correlazioni con lesioni precancerose, patologie cardiovascolari, articolari, dell'apparato digestivo, respiratorio, della vista, ecc., ecc.. Peraltro, "se nulla cambia" nel corso degli anni e dei decenni, i denti, anche quelli già curati o capsulati, continuano a cariarsi e si distruggono fino al punto da richiedere nuove terapie. Spessissimo poi, "se ancora nulla cambia", la quota dell'osso che avvolge le radici diventa incompetente, ancor peggio nei fumatori, diabetici non controllati, ecc., sovente senza sintomi evidenti fino a quando i denti cominciano a "ballare". Denti sani e denti devitalizzati, quelli capsulati e quelli che sorreggono i ponti e, quando ballano troppo, per riavere una dentatura fissa diviene inevitabile la sostituzione delle radici naturali con quelle artificiali. Non di rado però, "capita ancora che nulla cambi", così, col tempo, anche l'osso che sostiene gli impianti "scende" finché denti e radici artificiali fanno la fine dei denti naturali. Questo inesorabile "destino dentale" appartiene all'elevata percentuale di popolazione che usualmente transitata attraverso "una vita" di costose terapie odontoiatriche, spesa in saltuarie richieste "tardive" di cure indotte da sintomi divenuti oramai eclatanti, dove, con certezza, tanto più sono saltuari tali interventi e tanto più è "salato" il loro costo biologico ed economico. Si tratta troppo spesso di terapie affrontate nella vana speranza che ogni saltuario intervento sia l'ultimo e definitivo ma, in verità, illusoriamente risolutivo dato che, "senza cambiare mai nulla" sovente fino "all'ultimo dente sopravvissuto", l'epilogo scontato è la dentiera, magari una volta giunti in età pensionabile, a maggior ragione quando l'organismo, non più all'apice dell'efficienza immunitaria e funzionale degli organi, ha bisogno di una bocca sana e di una masticazione efficiente a supporto di una buona digestione e assimilazione delle sostanze indispensabili a mantenere un'adeguata salute generale. A tal proposito, unicamente come esempio è d'obbligo sottolineare che allo stato attuale numerosi studi scientifici compiuti sul sistema cardiovascolare hanno accertato la presenza nelle placche ateromasiche di specifiche specie batteriche provenienti dalla cavità orale, per l'appunto quantificandone percentuali vascolari incredibilmente elevate nei pazienti affetti da arteriosclerosi e da ciò, contestualmente al rapporto diretto fra le arterie dento-alveolari e la carotide, la valutazione della relativa correlazione batterica con l'implicazione di quest'ultima nel rischio di infarto del miocardio e ictus cerebrale. Di fatto, oggigiorno negli Ospedali i chirurghi esigono responsabilmente la certificazione dell'avvenuta "bonifica dentale" prima di procedere agli interventi chirurgici programmati. Ciò vale a dire, nell'ambito dell'informazione sanitaria aggiornata a favore della popolazione, che curare la propria bocca significa tutelare la salute del corpo intero.

... "la vera causa dei mali dentali"...

Vero è che ogni giorno, mediante la respirazione e l'alimentazione introduciamo in bocca una quantità enorme di batteri potenzialmente patogeni. Altrettanto vero è che questi batteri di sicuro non sono "innamorati" dei denti e delle gengive che li sorreggono, perciò non si "accontentano" di esercitare la loro azione infettiva limitatamente alle strutture dentarie al fine di provocare carie e "piorrea", ma utilizzano quest'ultime come vie di accesso per raggiungere tessuti e torrente ematico diffondendosi nel corpo e colonizzando i suoi organi...


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