Qualche tempo fa, forse "non molti" avrebbero azzardato l'ipotesi che la "modesta" materia densamente biancastra, la placca batterica, appiccicata ai denti ed incastrata fra di essi potesse rappresentare direttamente o indirettamente una potenzialità patogena anche per l'organismo intero, ma oggi, grazie alla ricerca scientifica, disponiamo di conoscenze enormemente più vaste sui meccanismi d'azione dei batteri che insidiano la bocca, perciò sappiamo anche come prevenire gli eventi patologici sistemici correlati allo stato di salute orale. Di fatto, "l'infausto destino dentale" di una gran parte della popolazione è preceduto da "campanelli d'allarme" difficilmente "udibili per tempo dall'ignaro interessato", ma per il personale competente e aggiornato sono certamente "segnali" intercettabili e interpretabili con molti anni di anticipo sulla "capitolazione dentale"; naturalmente a patto che la diagnosi preventiva e l'approccio terapeutico restino fedeli ad un contesto operativo all'avanguardia, referente alla scienza medica. Del resto è ormai un dato certo l'espressione a distanza di tempo dei "danni ai denti e alla salute" troppo spesso irreversibili, provocati dall'empirica erogazione di prestazioni dentistiche che delegano la loro presunta efficacia limitatamente all'utilizzo di strumenti e materiali di nuova generazione, giacché ciò significa poco, o più esattamente nulla senza il fondamentale rispetto di tempi e tecniche abbinati al loro corretto impiego. Le metodologie terapeutiche, infatti, non possono essere ignorate a pro di un aumento del numero di prestazioni erogate in un dato arco di tempo finalizzato ad un maggior introito economico, perché accorciare i tempi operativi per produrre più "pulizie dei denti, otturazioni e capsule" non costituisce un semplice particolare, tutt'altro! I "tempi meccanici" dei box di Formula Uno sono fondamentali per sostenere una competizione e magari vincere, ma le prestazioni dentistiche non sono delle gare a cronometro. L'Odontoiatria è una disciplina medica che si occupa di un importante distretto del corpo umano con tutte le sue peculiarità individuali, giacché non eroga calcolate "sostituzioni di bulloni" di parti meccaniche nel minor tempo possibile! Materiali e tecniche abbinati a una consona tempistica esecutiva, contestuale ai "tempi biologici" degli elementi organici ed inorganici Umani, rappresentano l'indiscutibile prerogativa necessaria ad avvalorare la predicibilità del successo terapeutico a lungo termine di tutte le cure eseguite. Ciò detto, ogni terapia dentale, così come ogni programma di prevenzione, contempla l'imprescindibile partecipazione attiva dei pazienti, in primis, l'informazione elargita, ove per essi dev'essere definitivamente chiaro che la permanenza in bocca di residui alimentari induce la costante formazione della placca infettante prodotta dal metabolismo batterico. Ciò rappresenta l'eziologia unica, cioè l'indiscutibile causa delle malattie dentali e strutture annesse. Indi per cui, vien da sé che, per evitare o minimizzare i danni provocati dalla carie e prevenire o arrestare la "piorrea" che porta i denti a vacillare, risulta determinante l'eliminazione quotidiana della placca batterica dalla bocca. A tal fine, durante le sedute programmate d'igiene professionale e rivalutazione dello stato di salute della bocca, nelle competenze dell'operatore rientra la costante "formazione" del paziente in modo persino pedante nell'impartire le tecniche individualizzate di spazzolamento e l'utilizzo degli strumenti ausiliari indispensabili ad una efficace igiene orale domiciliare, soprattutto in virtù del fatto che, ad esempio, il primo battere colonizzatore, lo "streptococcus mutans", si riappiccica alle strutture dento-gengivali e riavvia la colonizzazione quando, completata l'igiene professionale alla poltrona, persiste l'assenza di una corretta igiene domiciliare per un lasso di tempo di sole dodici ore.

..."i fattori di rischio non vanno confusi con la "causa"...

L'Odontoiatra e l'Igienista dentale sono le figure professionali in grado di conoscere perfettamente il ruolo dei fattori che favoriscono le patologie dentali e orali quali, ad esempio, i denti non allineati, le otturazioni e le protesi incongrue, un regime alimentare non equilibrato, il fumo, l'alcool, il diabete, le induzioni farmacologiche, la genetica, ecc., ecc.. Per cui gli operatori devono essere in grado di individuare e valutare il grado di incidenza dei fattori di rischio su ogni singolo paziente durante il suo trattamento e di operare sinergicamente protocollando peculiari iter terapeutici individualizzati caso per caso. In vero "il paziente" sostiene spesso di pulirsi correttamente i denti e addebita le sue "disgrazie dentali" a motivi non dipendenti dalla causa vera e propria; in ciò, "maldicendo la sfortuna" e accettando passivamente le terapie con spirito di rassegnazione intendendole unicamente come "sintomatiche" e senza comprendere che per esse esiste "una causa" e quindi "un metodo" per evitarle o quantomeno ridurle ai minimi termini, approfittando della vera opportunità per un reale risparmio biologico e quindi economico. Non di rado, infatti, le cause della carie e della "piorrea" vengono erroneamente attribuite alla genetica, ma in verità la genetica non ne rappresenta la causa, ma è uno dei tanti fattori di rischio per il quale solo in presenza della causa, ovvero della placca batterica, esprime la sua "incompetenza immunitaria locale" nel contrastare efficacemente l'azione sui denti e strutture annesse di una o più specie di microrganismi fra le tante che popolano la bocca. A onor del vero poi, nel contesto "filosofico" di Madre Natura, il danno ai tessuti di sostengono dei denti viene provocato proprio dai meccanismi di difesa immunitaria indotti dai mediatori chimici dell'infiammazione mediante la produzione di sostanze estremamente tossiche contro l'invasione batterica, ciò al fine di scongiurare il pericolo che l'infezione si propaghi agendo, se necessario, fino a distruggere le strutture alveolari di sostegno sacrificando i denti affinché la gengiva possa chiudersi opponendosi al subdolo attacco sferrato dai microrganismi all'organismo intero; come dire che, in risposta al pericolo infettivo, l'organismo sacrifica i denti per "legittima difesa".


previousnext